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Il consigliere comunale può accedere ai locali di proprietà del Comune

Il consigliere comunale può accedere ai locali di proprietà del Comune?

Su questa tematica si è espresso il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali.

Nell’ipotesi in cui ricevano segnalazioni di disservizi o di situazioni di carenze nelle strutture comunali, i singoli consiglieri comunali possono utilizzare gli strumenti previsti dall’articolo 43 del Tuel, non sembrando attinente alla propria funzione la verifica dello stato dei luoghi che compete agli uffici tecnici.

Senza un apposito regolamento, per accedere ai locali comunali serve il preventivo raccordo con i dirigenti competenti. Così si esprime in sintesi con un parere il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali.

Il parere nasce da un quesito con cui si chiede la possibilità di accogliere l’istanza di un consigliere di minoranza volta ad effettuare un sopralluogo presso due edifici comunali concessi rispettivamente in locazione e in comodato gratuito a due privati.

Il parere ricorda che l’attività ispettiva dei singoli consiglieri comunali si esercita attraverso gli strumenti previsti dall’articolo 43 del Dlgs 267/2000 (Tuel), quindi attraverso la presentazione di interrogazioni e ogni altra istanza di sindacato ispettivo a cui il sindaco e gli assessori sono obbligati a rispondere, nonché attraverso richieste di ottenere dagli uffici del comune e dalle loro aziende ed enti dipendenti tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, ritenute utili all’espletamento del proprio mandato.

La gestione amministrativa, finanziaria e tecnica è attribuita dall’articolo 107 del Tuel ai dirigenti mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo, nel rispetto del principio della distinzione tra poteri di indirizzo e di controllo politico-amministrativo che spettano agli organi di governo e compiti di gestione.

L’articolo 147 del Tuel, disciplinando i «controlli interni», al comma 2, lettera e), li finalizza anche a garantire il controllo della qualità dei servizi erogati, sia direttamente, sia mediante organismi gestionali esterni, con l’impiego di metodologie dirette a misurare la soddisfazione degli utenti esterni e interni dell’ente.

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