Qui di seguito riportiamo quanto indicato sul sito di Regione Lombardia (clicca su questo LINK), facendo riferimento ad una tematica che, purtroppo, in molti Comuni lombardi non è ancora stata “recepita” e applicata, con ripercussione dirette sulle casse comunali (omessa riscossione dei canoni di polizia idraulica=danno erariale) e sul territorio (meno risorse=meno interventi di prevenzione per il dissesto idrogeologico).

Il nostro Studio, da anni, fornisce supporto ai Comuni per il censimento delle opere (c.d. interferenze) soggette al pagamento dei canoni di polizia idraulica e la riscossione degli stessi. Statisticamente, per la Provincia di Pavia, si stima un mancato introito nelle casse comunali di circa 4.000 Euro/anno per KM di reticolo idrico minore. Tale “dimenticanza” comporta la mancanza di incassi da destinare alla realizzazione di opere per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Se vuoi maggiori informazioni sul nostro servizio di supporto contattaci (clicca su questo LINK)

Regione Lombardia ha delegato fin dal 2001 ai Comuni le funzioni di Autorità idraulica sui corsi d’acqua del reticolo idrico minore (RIM). I Comuni hanno quindi la responsabilità di identificare i reticolo di propria competenza, effettuare la manutenzione sullo stesso e applicare i canoni per l’occupazione delle aree demaniali. I Comuni possono avvalersi dei Consorzi di bonifica o delle Comunità montane sia per l’identificazione del RIM sia per una corretta gestione del reticolo attraverso convenzionamenti specifici.

Regione Lombardia fornisce criteri ed indirizzi per la definizione del RIM, per la redazione del Documento di polizia idraulica (DPI) e per lo svolgimento dell’attività di polizia idraulica.

L’individuazione cartografica del RIM deve avvenire partendo dal reticolo idrico master, messo a disposizione da Regione Lombardia individuando eventuali nuovi tratti di corsi d’acqua o modificando quelli già esistenti. Il reticolo idrico master comprende:

  • il reticolo idrico principale di competenza regionale (RIP)
  • il reticolo idrico di competenza dei Consorzi di bonifica (RIB)
  • l’idrografia del Database Topografico Regionale (DBTR)
  • il reticolo digitalizzato della Carta tecnica regionale in scala 1:10.000.

L’individuazione cartografica del reticolo idrico minore è soggetta come tutto il DPI a parere tecnico vincolante da parte dell’Ufficio Territoriale Regionale (UTR). Oltre la completezza della documentazione informatica, il parere riguarda la coerenza dei file cartografici rispetto al reticolo idrico master e la rispondenza dei file alle specifiche tecniche e allo schema fisico.

La normativa di riferimento è: il regio decreto n. 523 del 25 luglio 1904, la legge regionale n. 4 del 15 marzo 2016, la delibera n. 4229 del 23 ottobre 2015, modificata ed integrata dalla delibera n. 4439 del 30 novembre 2015 e dal decreto n. 13807 del 22 dicembre 2016.

INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO MINORE (RIM)

Per l’individuazione del RIM il Comune deve effettuare la ricognizione del reticolo idrico superficiale presente nel territorio comunale per identificare i corsi d’acqua presenti. In generale, appartengono al reticolo idrico superficiale i canali e i corsi d’acqua rappresentati nelle carte catastali o nelle cartografie ufficiali, anche non più attivi. Una volta effettuata la ricognizione è necessario classificare i canali e corsi d’acqua in:

Naturali:

  1. i corsi d’acqua iscritti negli elenchi delle acque pubbliche
  2. i corsi d’acqua di origine naturale estesi verso monte fino alle sorgenti, anche se interessati da opere ed interventi di sistemazione idraulica.

Artificiali:

  1. i canali di bonifica realizzati dalla pubblica amministrazione direttamente o mediante i Consorzi di bonifica
  2. i canali realizzati come opere idrauliche dalla pubblica amministrazione o con finanziamenti pubblici
  3. tutti gli altri canali da individuare come demaniali in base ad una specifica disposizione normativa
  4. canali privati.

Per garantire una corretta ricognizione e classificazione dei corsi d’acqua, è necessario operare in stretto raccordo con i Consorzi di bonifica. Sulla base della classificazione effettuata, il RIM risulta essere composto da tutti i corsi d’acqua che non appartengono al RIP, al RIB e che non sono canali privati. L’esclusione di corsi d’acqua dal RIM deve essere adeguatamente motivata nel Documento di polizia idraulica.

DOCUMENTO DI POLIZIA IDRAULICA (DPI)

I Comuni devono consegnare all’UTR competente gli elaborati del Documento di polizia idraulica sia in formato cartaceo sia in formato digitale per integrare la cartografia dei reticoli idrici dei Comuni nel Sistema Informativo Territoriale (SIT), per ottenere una banca dati centralizzata ricca di informazioni utili.

La consegna del DPI in formato digitale deve essere composta da:

  • scheda dei dati di riferimento del DPI, un elenco ed una descrizione dei file allegati
  • file in formato pdf contenenti gli elaborati che costituiscono il DPI: elaborato cartografico, relazione tecnica, elaborato normativo
  • file costituenti la banca dati geografica “Reticolo Idrico Minore” (RIM) in formato shapefile.

L’elaborato cartografico deve essere predisposto in formato digitale secondo le seguenti indicazioni:

  • il sistema di coordinate per l’acquisizione delle componenti cartografiche deve essere nella proiezione UTM32_WGS84
  • la base cartografica di partenza è il Reticolo Idrografico Regionale Unificato (RIRU)
  • l’individuazione cartografica del RIM deve avvenire partendo dal reticolo idrico master.

PRESENTAZIONE DEL DPI

Il Documento di polizia idraulica deve essere sottoposto a Regione Lombardia per un parere tecnico vincolante prima della sua approvazione. Dopo l’adozione del Documento di polizia idraulica, il Comune invia istanza di parere all’UTR di competenza, allegando la documentazione in duplice copia cartacea e in copia digitale (attraverso l’applicativo RIMWEB) degli shapefile: reticolo idrico minore, aree tra sponde dei corpi idrici, argini e fasce di rispetto.

Ricevuto il parere positivo regionale, il Comune provvede a:

  • approvare in Consiglio comunale il Documento di polizia idraulica
  • caricare entro 60 giorni dall’approvazione sull’applicativo RIMWEB la parte documentale mancante (file in formato pdf) e la parte relativa alle informazioni sull’approvazione (comprensiva di copia della delibera di approvazione).

Il Documento di polizia idraulica deve essere recepito nel Documento di Piano che nel Piano delle Regole del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Prima della consegna ufficiale, il Comune può chiedere un controllo preventivo degli shapefile del RIM, delle aree tra sponde dei corpi idrici, degli argini e delle fasce di rispetto per verificarne la conformità rispetto agli standard descritti nelle “Linee guida per la digitalizzazione del reticolo idrico minore“.