Il 22 maggio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (n. 117) il Decreto del Ministero dell’Ambiente che indica i criteri per l’impiego da parte di Comuni di sistemi di misurazione puntuale delle quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico e individua i metodi correttivi per la ripartizione del costo del servizio allo scopo di attuare un modello tariffario tarato sul servizio reso agli utenti.
Il decreto, predisposto in attuazione dell’articolo 1, comma 667, della legge 27 dicembre 2013, n.147, così come modificato dall’articolo 42 della legge 28 dicembre2 015, n.221, indica i criteri “finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati, svolto nelle forme ammesse dal diritto dell’Unione europea”.
In sintesi la tariffa puntuale si fonda sull’applicazione congiunta di due principi guida delle politiche ambientali comunitarie ed internazionali: il principio di “chi inquina paga” ed il principio di “responsabilità condivisa” e può essere applicata dai Comuni, in alternativa alla TARI Tributo, a condizione che preveda la misurazione dei conferimenti almeno della frazione indifferenziata, che tale misurazione possa essere associata all’utenza che l’ha prodotta identificata in modo univoco e che vi sia effettivamente la registrazione dei singoli conferimenti.
Dal 2018, quindi, i Comuni che volessero applicare tale forma di prelievo lo possono fare in coerenza con i criteri stabiliti dal DM, mentre quelli che già applicano una forma di TARI puntuale avranno a disposizione 24 mesi per adeguarsi. Lo Studio Legale Vicario può fornirvi il regolamento comunale per l’applicazione della TARI puntuale, contattateci.