Con nota del 1° settembre 2015, l’Ifel (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) ha precisato come il mancato utilizzo di un locale o di un’area non esoneri il contribuente dal pagamento della tassa rifiuti. Trattasi di un argomento da sempre molto dibattuto, generante differenti orientamenti sia da parte della giurisprudenza, di legittimità e di merito, sia dal ministero dell’economia e delle finanze.
Anzitutto si badi come, sulla base di quanto previsto dall’art. 1, co. 641 e ss., L. 147/2013 (Legge di Stabilità 2014), la TARI sia dovuta con riferimento a tutti gli immobili suscettibili di produrre rifiuti; l’applicazione del tributo viene infatti ricondotta alla mera idoneità dei locali e delle aree a produrre rifiuti, a prescindere dall’effettiva produzione degli stessi. Conforme a detta disposizione normativa, è la posizione assunta dalla Corte di Cassazione nel corso degli anni: si ricordino le pronunce n. 16785/2002, n. 1850/2010, n. 1332/2013). La Suprema Corte, difatti, ritiene che il cambio di residenza del contribuente, la denuncia di cessazione dell’occupazione dell’immobile, il mancato consumo di energia elettrica nonché la mancanza di arredi, non costituiscono prova dell’inutilizzabilità dell’immobili e della inettitudine alla produzione di rifiuti.
Di avviso contrario è il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha sostenuto, attraverso le linee guida fornite, come non siano soggetti al pagamento della TARI, le unità immobiliari che risultino prive di mobili e di allacci alle reti idriche ed elettriche e che di fatto non vengano utilizzate. Orbene, in questo quadro normativo così confuso rileva come, nella prassi, i Comuni non si siano mai conformati ai dettami imposti dalla Cassazione ma come, diversamente, abbiano quasi sempre optato per la non tassazione degli immobili “vuoti”. Ciò malgrado, il principio meglio chiarito dall’Ifel deve considerarsi, da parte degli stessi Enti Locali, di fondamentale importanza, soprattutto in previsione della redazione dei regolamenti sulle entrate; la regola generale, così come più volte ribadito dai giudici di Suprema Corte, vuole che la tassa dei rifiuti venga applicata anche i relazione ad immobili non utilizzati.